Il progetto

Secondo una indagine della Commissione Europea, circa quattro quinti della energia viene consumata nelle città dove si concentra l’attività insediativa, produttiva e di massimo impatto sull’ambiente. Per questo la Commissione Europea identifica nella keyword “Smart Cities” una delle misure prioritarie per affrontare la problematica energetico-ambientale espressa nello Strategic Energy Technology Plan, il piano che definisce le principali direzioni di sviluppo strategico dell’Europa in tema di Energia.

Le tematiche energetiche e funzionali sono uno degli aspetti principali e trainanti del problema ma la vera forza della tematica “smart cities” sta nella capacità dell’approccio olistico di mettere insieme gli elementi energetico-ambientali e gli elementi di carattere sociale come la consapevolezza energetica, la partecipazione e coesione sociale e la qualità della vita, quindi una sostenibilità intesa a 360°. Probabilmente la parola “smart” sta oggi a significare una equazione “sostenibilità-connettività” che viene poi coniugata trasversalmente nei vari contesti. A causa di questa domanda incrociata, proprio l’equazionesostenibilità-connettivitàrappresenterà il terreno di sfida high-tech per le aziende nei prossimi anni. Si tratta di un cluster di tecnologie e di applicazioni per aumentare la interconnessione tra reti attraverso lo sviluppo di “servizi innovativi multifunzionaliche vanno dalla gestione ottimale dei consumi energetici e della rete locale, al controllo degli impatti ambientali, dagli aspetti legati alla mobilità, dalla crescita educativa alla partecipazione sociale e partecipazione alla governance efficiente.

Il processo di sviluppo della rigenerazione urbana in senso smart, non può procedere simultaneamente su tutta la città e le sue implicazioni poiché il problema è molto complesso sotto molti punti di vista (tecnologico, sociale, economico, politico) e richiede una roadmap per passi che qualifichi dapprima le tecnologie su piccola scala, poi su scale più ampi (distretti smart) ed infine sull’intera città. La scala “atomica” che sembra essere il nodo centrale per arrivare ad un modello replicabile sembra essere proprio lo “smart district”. Tale scala è sufficiente complessa da poter implicare tutte le problematiche di integrazione, interoperabilità, accettazione sociale e competitività, ma ancora sufficientemente piccola da essere oggetto di una ricerca applicata ed una qualificazione “dimostrativa”. E’ questa la strategia scelta dalla Commissione Europea nel varo del programma Horizon 2020 (vedi call SCC1 “Lighthouse Cities”) ed è questa la strada maestra intrapresa a livello internazionale.

L’obiettivo del progetto consiste nello sviluppo di un modello di “distretto urbano intelligente” che coniuga aspetti tecnologici e aspetti sociali, finalizzati al miglioramento dei servizi erogabili ai cittadini in quanto più efficienti dal punto di vista energetico e funzionale.

Nell’ambito del distretto l’attività di ricerca e sviluppo dell’ENEA si focalizza su sei specifici contesti applicativi e concorre alla loro realizzazione mediante specifiche soluzioni e proposte tecnologiche.

I sei ambiti applicativi, nonché obiettivi di medio e lungo termine, sono:

Cittadini attivi e comunità intelligenti

Città sicure e sostenibili

Strade intelligenti

Smart building di seconda generazione

La casa del futuro

Piattaforma per gestione dei dati urbani